Dal mainframe al cloud in 16 mesi: Alpitour World migra le app core su AWS insieme a Kyndryl

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Alpitour World, gruppo che controlla l’omonimo tour operator e molte altre aziende del settore turistico – ha completato la migrazione delle proprie applicazioni mission-critical storicamente sviluppate in COBOL su mainframe sul cloud di Amazon Web Services. Un progetto condotto insieme a Kyndryl e che è durato 16 mesi: un tempo “breve” considerando che progetti analoghi possono durare molto di più e, in qualche caso, essere abbandonati prima ancora di vedere la luce.
Si tratta di un caso che i tre protagonisti presentano come paradigmatico delle dinamiche che spingono le grandi aziende a modernizzare il nucleo delle applicazioni IT. Non più solo per ridurre i costi, ma anche per guadagnare agilità in uno scenario sempre più popolato da nuove aziende native digitali ed AI-first.
L’infrastruttura come freno competitivo
Il punto di partenza era chiaro, e scomodo. Le applicazioni di produzione e vendita di Alpitour World – quelle che gestiscono la catena operativa del gruppo, dalla costruzione del pacchetto turistico alla distribuzione – giravano su architetture mainframe con codice sviluppato internamente nel corso di decenni. Un patrimonio tecnico stratificato, spesso scritto da risorse che non sono più in azienda, difficile da fare evolvere alla velocità che il business richiedeva.
“L’infrastruttura su cui poggiavano tutti i nostri servizi principali di produzione e vendita non era più adeguata a sostenere il ritmo del cambiamento del business”, ha spiegato Francesco Ciuccarelli, Chief Innovation and Technology Officer di Alpitour World. Il contesto competitivo amplifica il problema: il travel è uno dei settori dove la disruption digitale è più avanzata, con competitor nati sul cloud e nuovi entranti che usano l’AI per il trip planning e l’ispirazione. “Non si può rispondere a questo grande cambiamento se non avendo sotto un’infrastruttura agile, scalabile, capace di seguire le traiettorie che il business decide di scegliere”.

Da sinistra a destra, Francesco Ciuccarelli, Chief Innovation & Technology Officer di Alpitour World;
Giulia Gasparini, Country Manager di AWS Italia e Paolo Degl’Innocenti, Presidente di Kyndryl Italia
La decisione: rischio controllato, non un salto nel vuoto
Il progetto era stato valutato e rimandato più volte in passato. La svolta è arrivata quando board e azionisti hanno allineato la visione sulla necessità di agire, e quando Kyndryl e AWS hanno offerto un framework di esecuzione – tecnico, contrattuale e organizzativo – che rendeva l’operazione percepibile come gestibile.
“Abbiamo trovato al tavolo tutti gli attori che servivano per darci quella sicurezza di prendere un rischio controllato”, ha detto Ciuccarelli. Un rischio che è stato anche condiviso contrattualmente, con meccanismi di tutela nel caso in cui le cose non fossero andate come previsto. Il dato di contesto che Ciuccarelli cita per dare la misura della sfida è che il 60-65% dei progetti di trasformazione di questo tipo, a livello globale, non arriva mai in porto.
La scelta di AWS come piattaforma di destinazione non è stata solo infrastrutturale. Paolo Degl’Innocenti, President di Kyndryl Italia, ha sintetizzato la logica con il concetto di “run-transform-run”: la capacità di far evolvere le architetture esistenti senza deteriorare la qualità del servizio corrente. Nessuna azienda può permettersi di fermarsi per modernizzare.
L’esecuzione: 850 batch, 110 persone, zero downtime
Il progetto ha coinvolto circa 850 batch da riconvertire, un team di 110 persone e 16 mesi di lavoro, rispettando tempi e budget. La continuità operativa è stata mantenuta per tutta la durata: le prenotazioni non si sono mai fermate e i viaggiatori sono sempre arrivati a destinazione.
Il momento più critico è arrivato verso la fine: alcuni batch, nonostante la conversione, non terminavano nei tempi previsti e hanno dovuto essere riscritti da zero. È qui che l’AI per il coding ha fatto la differenza. “Se non avessimo avuto questa tecnologia, probabilmente non ce l’avremmo fatta in tempo”, ha riferito Ciuccarelli citando uno dei suoi collaboratori.
Un altro elemento distintivo è stato il coinvolgimento diretto del business nella fase di test: circa il 60% dei test è stato eseguito dagli utenti operativi, non solo dall’IT. Un’alchimia, come l’ha definita Ciuccarelli, tra partner tecnologico, vendor e colleghi che usano i sistemi ogni giorno. Giulia Gasparini, Country Manager di AWS Italia, ha sottolineato come questo sia stato anche il meccanismo che ha garantito la piena adozione: quando il business è a bordo fin dall’inizio, non ci sono alibi né resistenze all’uso.
Il dividendo immediato: accesso all’AI
Portare le applicazioni core su AWS non è stato solo un esercizio infrastrutturale. Ha aperto immediatamente l’accesso a strumenti AI che sulla vecchia architettura sarebbero stati inaccessibili o molto più lenti da integrare.
Il caso più concreto riguarda la software factory interna, il team che sviluppa e mantiene le applicazioni custom del gruppo. Alpitour World ha adottato Claude di Anthropic – disponibile tramite Amazon Bedrock – come assistente al coding. “Oggi non si può pensare di scrivere software senza utilizzare questi strumenti”, ha confermato Ciuccarelli.
L’altro fronte è AlpiGPT, la piattaforma AI interna già in uso dagli operatori del contact center. I risultati sono misurabili: un punteggio di soddisfazione Net Promoter Score più alto da parte dei clienti che interagiscono con operatori assistiti dal sistema, e meno escalation interne tra primo e secondo livello di supporto.
Il mercato: pochi lo fanno, la domanda cresce
Il progetto Alpitour viene presentato da Kyndryl come un caso paradigmatico, non come un’eccezione. I numeri di contesto fotografano un mercato in forte tensione tra consapevolezza del problema e lentezza nell’azione.
Dal report annuale di Kyndryl su circa 3.700 CXO globali emerge che oltre il 60% degli intervistati ritiene che la propria infrastruttura IT non sia adeguata ad abilitare la trasformazione dell’azienda, e quasi la metà sta già investendo per adattarla. Sul fronte AI agentica, una ricerca di AWS pubblicata a marzo 2026 indica che solo il 24% delle aziende europee ha sentito parlare della tecnologia e appena il 3% la sta utilizzando. Un gap competitivo significativo rispetto a mercati più avanzati.
Degl’Innocenti ha citato anche un report del MIT della fine dell’estate 2025, secondo cui il 95% dei proof of concept di AI lanciati nelle aziende americane non è stato promosso in produzione. La sua lettura è costruttiva: il problema non è l’AI in sé, ma l’approccio. “Non ci interessa fare generici innovation lab che disseminano proof of concept sul mercato. Ci interessa fare i progettisti dell’intelligenza artificiale su use case di processo reale, in cui si parli di ritorno sull’investimento”.
La governance degli agenti: il prossimo tema da affrontare
La parte finale della conferenza si è spostata sulla prossima frontiera: gli agenti AI e la loro governance. Una domanda dalla sala ha aperto il tema della sicurezza in ambienti multi-agente, dove i rischi non derivano solo da compromissioni esterne ma anche da agenti che “ragionano male”.
Degl’Innocenti ha illustrato il framework che Kyndryl ha strutturato internamente, chiamato Kyndryl Agentic AI Framework, che articola tre livelli: sviluppo degli agenti, acquisizione e strutturazione dei dati per istruirli, e definizione dei guardrail di governance. Quest’ultimo pilastro è quello che Kyndryl considera più critico e meno presidiato nel mercato: stabilire regole chiare su cosa può fare un agente, con chi può interagire, da chi può essere attivato.
Alpitour World è già al lavoro su questo fronte. Ciuccarelli ha descritto un modello di governance AI articolato in otto aree che include sicurezza, comunicazione interna ed esterna e censimento dei modelli in uso, guidato congiuntamente dal suo ruolo di CITO e dal CISO aziendale. Il gruppo ha avviato anche un percorso di certificazione ISO 42001, lo standard internazionale per la gestione dei sistemi di AI, e che apre tutta una serie di nuovi interrogativi dal punto di vista della governance del rischio.
“Ogni volta che oggi arriva una richiesta d’acquisto, mi domando: ma in questo servizio c’è dell’AI? È stato fatto il check architetturale? Avete valutato i rischi potenziali dell’AI?”, ha commentato.