Novo Nordisk e OpenAI, Novartis e Anthropic: le aziende AI corteggiano il pharma

Novo Nordisk ha annunciato una partnership strategica con OpenAI che prevede l’integrazione delle capacità avanzate di intelligenza artificiale di OpenAI lungo l’intera catena operativa dell’azienda danese, dalla ricerca e sviluppo alla produzione fino alla supply chain e alle funzioni commerciali. La piena integrazione è attesa entro la fine del 2026, con programmi pilota già avviati nelle aree di R&D, manufacturing e operazioni aziendali.
L’obiettivo della partnership è ridurre il tempo che separa la scoperta di un candidato farmaco dall’accesso effettivo del paziente alla terapia. Nella pratica, questo significa usare i modelli di OpenAI per analizzare dataset di dimensioni e complessità finora difficilmente gestibili, identificare pattern biologici che sfuggono all’analisi tradizionale e testare ipotesi a una velocità mai raggiunta prima. Novo Nordisk dispone di oltre un secolo di dati sulla ricerca sull’insulina e su patologie correlate al diabete; un patrimonio informativo che, integrato con modelli di linguaggio avanzati, può diventare un vantaggio competitivo significativo nella fase di target discovery.
Novo Nordisk collabora già con Nvidia per sfruttare il supercomputer sovrano danese Gefion, con l’obiettivo di sviluppare modelli e agenti AI personalizzati per la ricerca precoce e lo sviluppo clinico. Più di recente, l’azienda aveva inoltre sperimentato con AWS e Anthropic una soluzione per la generazione automatica di report clinici, riducendo un processo che richiedeva fino a 15 settimane di lavoro da parte di 40-50 persone a poche ore di elaborazione con un team ridotto a tre unità.
Nonostante l’entusiasmo, gli esperti del settore invitano alla cautela su cosa l’AI possa effettivamente cambiare nel breve termine. Il percorso dalla scoperta all’approvazione di un farmaco rimane infatti lungo e regolamentato e l’AI non è ancora un componente end-to-end del processo. Le aree dove i benefici appaiono più immediati sono quelle operative, ovvero identificazione dei pazienti e dei siti per i trial clinici, ottimizzazione della supply chain e gestione della documentazione regolatoria. Tutto ciò che riguarda la progettazione e la conduzione degli studi clinici, invece, rimane in larga parte ancorato a metodi tradizionali, con punti di inserimento selettivi per l’AI.
A sottolineare ulteriormente il rapporto sempre più stretto tra pharma e industria AI, nelle scorse ore Anthropic ha nominato nel proprio consiglio di amministrazione il CEO di Novartis Vas Narasimhan, primo dirigente del settore farmaceutico a entrare a far parte dell’organo direttivo di Anthropic.
Narasimhan si unisce così al CEO di Anthropic Dario Amodei, alla presidente Daniela Amodei, al CEO di Confluent Jay Kreps, al presidente di Netflix Reed Hastings e ad altri membri del consiglio. In un post su LinkedIn, il CEO di Novartis ha affermato che “lavorare nei settori della medicina, dell’innovazione e della salute globale mi ha aiutato a capire che la tecnologia crea il massimo valore quando viene impiegata in modo responsabile”.
“Nel settore sanitario, l’IA sta già accelerando alcune delle nostre sfide scientifiche più difficili, dall’approfondimento della nostra comprensione della biologia delle malattie all’aiuto nell’identificazione di bersagli promettenti e nella progettazione di farmaci migliori. Ma la velocità da sola non è l’obiettivo. Ciò che conta altrettanto è come questi strumenti vengono costruiti, governati e, in ultima analisi, applicati nel mondo reale”.

