Due anni sono un lasso di tempo relativamente breve nella storia delle istituzioni europee, eppure la Strategic Technologies for Europe Platform (meglio nota come STEP) riesce già a presentare un bilancio che pochi avrebbero pronosticato alla sua nascita nel marzo 2024. La piattaforma è stata concepita come strumento operativo per convogliare risorse dell’Unione verso tecnologie considerate strategiche, tra cui il digitale e il deep-tech, le soluzioni pulite e ad alta efficienza delle risorse e le biotecnologie. A dicembre 2025 si è aggiunta una quarta categoria rappresentata dalle tecnologie per la difesa, segnale inequivocabile di come le priorità geopolitiche del continente stiano ridisegnando anche l’architettura dei finanziamenti comunitari.

Il dato più immediato è quello finanziario, con 29 miliardi di euro complessivamente mobilitati attraverso i programmi dell’Unione. Di questi, quasi 14 miliardi provengono da fondi gestiti direttamente dalla Commissione Europea (tra cui Horizon Europe, il Fondo europeo per la difesa, il programma Europa digitale, il Fondo per l’innovazione e EU4Health) e sono destinati a interventi con ricadute sull’intero territorio comunitario. I restanti 15 miliardi abbondanti arrivano invece dalle politiche di coesione di venti Stati membri e delle rispettive regioni, che hanno scelto di allineare le proprie priorità di investimento a quelle identificate da STEP. A questi flussi si aggiungono capitali pubblici e privati attratti in modo indiretto, amplificando ulteriormente la portata dell’iniziativa.

Dietro i numeri ci sono progetti concreti, incarnati da droni autonomi, impianti per la produzione di idrogeno pulito e processi farmaceutici avanzati. La selezione non avviene in modo arbitrario, ma ogni progetto viene valutato in base al suo profilo innovativo per l’Unione nel suo complesso e alla sua capacità di ridurre dipendenze strategiche considerate critiche. È proprio questa doppia lente (innovazione e sovranità) a distinguere STEP da un generico programma di sussidi.

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Un accesso ai fondi più semplice e intelligente

Uno degli obiettivi dichiarati di STEP è stato fin dall’inizio quello di abbattere la complessità burocratica che storicamente scoraggia molti potenziali beneficiari, in particolare le piccole imprese e le startup. Il portale STEP ha aggregato oltre 220 bandi aperti, diventando un punto di riferimento unico per chi cerca finanziamenti europei in questi ambiti. La Commissione sta lavorando a un simulatore basato sull’intelligenza artificiale per rendere la ricerca delle opportunità ancora più intuitiva.

L’esperienza accumulata con STEP ha influenzato direttamente la proposta di istituire un Fondo europeo per la competitività (ECF), che a partire dal 2028 dovrebbe incorporare ben 14 programmi distinti in un unico strumento. Parallelamente, il modello del portale STEP ispirerà un Single Gateway, un accesso unificato a tutte le opportunità di finanziamento dell’intero bilancio europeo.

Il “Sigillo STEP” come certificazione di qualità

Poco meno di 800 progetti hanno ricevuto il cosiddetto STEP Seal, un’etichetta di qualità assegnata dalla Commissione ai migliori interventi in tecnologie critiche. La distribuzione geografica è capillare, visto che ogni Stato membro è rappresentato, così come ogni settore coperto dalla piattaforma. I progetti certificati sono visibili sul portale e vengono segnalati su una pagina dedicata di Dealroom, piattaforma di riferimento per il mondo degli investitori. L’obiettivo è facilitare l’incontro tra startup e scale-up ad alto potenziale di crescita e il capitale privato disposto a sostenerle.