Google Workspace si aggiorna: avatar personalizzati, musica AI e Gemini più intelligente in Gmail e Meet

Google ha rilasciato un nuovo ciclo di aggiornamenti per la suite Workspace e questa volta il perimetro delle novità è decisamente ampio. L’asse portante rimane Gemini, che si fa strada sempre più a fondo negli strumenti di lavoro quotidiani, dalla creazione video alla gestione delle email, passando per le riunioni e la memoria contestuale delle conversazioni.
Avatar su misura, finalmente
Chi usa Google Vids per la produzione di contenuti video aziendali, conosce bene il valore degli avatar virtuali, che permettono di mantenere una presenza visiva coerente senza la complessità logistica di una produzione tradizionale. Con questo aggiornamento sul versante video, che nemmeno a farlo apposta arriva proprio quando OpenAI si arrende con Sora, gli avatar alimentati da Veo 3.1 diventano molto più flessibili.
È infatti possibile intervenire sull’aspetto fisico, sull’abbigliamento e sull’ambientazione con un livello di dettaglio prima impensabile; un avatar in smoking per un invito formale o uno in felpa brandizzata per una comunicazione interna sono esempi concreti di quanto il controllo creativo si sia affinato.
La novità, però, non si ferma all’estetica. Il sistema permette ora di caricare immagini di prodotti e sfondi personalizzati così da integrare l’avatar direttamente in scene specifiche e con interazioni dirette con gli oggetti. Si tratta di un cambio di paradigma rispetto al semplice narratore statico, per il quale Vids si avvicina sempre di più a uno strumento di regia assistita dall’AI.
A completare il quadro arrivano gli avatar in stile cartoon, disponibili in versione 2D e 3D. Pensati per contesti più informali o didattici, questi personaggi stilizzati offrono un registro comunicativo più leggero e accessibile, particolarmente indicato per video formativi o aggiornamenti di progetto rivolti a team eterogenei.
Musica generativa con Lyria 3
Sul fronte audio, Google Vids integra ora Lyria 3 e Lyria 3 Pro, i modelli di generazione musicale sviluppati internamente. La funzione consente di creare tracce originali direttamente all’interno della piattaforma, con durate che vanno dai trenta secondi fino a tre minuti. Il sistema è progettato per adattare il tono della musica al contenuto del video, che si tratti di un’introduzione energica per un pitch commerciale o di un sottofondo più rarefatto per una presentazione istituzionale. Per chi produce contenuti aziendali in modo continuativo, eliminare la dipendenza da librerie musicali esterne o da licenze di terze parti rappresenta un risparmio concreto in termini di tempo e di costi.
Gmail coordina le riunioni di gruppo
Passando a Gmail, la funzione “Help me schedule” compie un passo evolutivo importante. Fino ad ora era limitata alla pianificazione di appuntamenti individuali, un utilizzo già utile ma inevitabilmente ridotto. Con questo aggiornamento, Gemini è in grado di analizzare le disponibilità di più partecipanti contemporaneamente e suggerire automaticamente gli orari più adatti per una riunione collettiva. Il meccanismo si attiva in modo contestuale quando l’AI rileva un tentativo di organizzare un incontro nel corpo dell’email.
Gemini in Meet parla anche italiano
Ask Gemini in Google Meet estende il suo supporto linguistico a francese, tedesco, italiano, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo. La funzione agisce come un assistente personale durante le chiamate e permette di ricevere riepiloghi, estrarre action item o recuperare porzioni di conversazione che si sono perse senza interrompere il flusso della riunione. Per i team internazionali, avere questo tipo di supporto nella propria lingua madre non è un dettaglio secondario visto che abbassa significativamente la barriera cognitiva durante sessioni intense o in lingue non native.
Infine, trasversale a tutte le app della suite (Gmail, Documenti, Fogli, Presentazioni, Drive e Chat), è l’arrivo della cronologia delle conversazioni nel pannello laterale di Gemini. Un’aggiunta con la quale è possibile riprendere un filo di ragionamento iniziato in una sessione precedente, senza dover ricostruire il contesto da zero. La cronologia rimane privata per l’utente e gli amministratori mantengono piena visibilità sulle policy di gestione dei dati a livello organizzativo.
