L’antritrust italiana apre istruttoria sul quantum computing: gli hyperscaler abusano della loro posizione?

Il settore del quantum computing entra ufficialmente nel radar regolatorio italiano. L’iniziativa avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) segna un passaggio rilevante e, per la prima volta, una tecnologia ancora in fase di maturazione industriale viene analizzata in chiave preventiva, con l’obiettivo di intercettare criticità prima che si consolidino in assetti di mercato difficilmente modificabili.
Il quantum computing, per sua natura, introduce una discontinuità rispetto ai paradigmi computazionali classici. La capacità di affrontare problemi complessi con approcci radicalmente diversi apre scenari applicativi già tangibili, dalla cybersecurity alla progettazione di nuovi materiali, fino all’ottimizzazione avanzata in ambito industriale e finanziario. Tuttavia, ciò che rende il comparto particolarmente sensibile dal punto di vista concorrenziale è la sua struttura ancora fluida, dove la distinzione tra hardware e software appare meno definita rispetto all’informatica tradizionale.
In un contesto così sfumato, emergono due dinamiche parallele. Da un lato, i grandi operatori tecnologici globali, già dominanti nei servizi cloud, stanno progressivamente integrando capacità quantistiche nelle proprie piattaforme, sfruttando economie di scala e infrastrutture esistenti. Dall’altro, un ecosistema frammentato di startup e PMI si concentra su innovazioni di nicchia, spesso legate a specifiche architetture hardware o a layer software altamente specializzati. Questa coesistenza genera un equilibrio instabile, dove il rischio di concentrazione può accelerare rapidamente.
L’indagine dell’Autorità si focalizza su alcune criticità già osservate in altri ambiti, in particolare nell’intelligenza artificiale. Le barriere all’ingresso rappresentano un primo nodo, visto che investimenti elevati, competenze altamente specialistiche e accesso limitato a infrastrutture avanzate possono ridurre la contendibilità del mercato. A ciò si aggiungono potenziali fenomeni di lock-in tecnologico, soprattutto in modelli basati su servizi cloud, e strategie di tech-preemption, in cui la corsa ai brevetti rischia di delimitare in anticipo gli spazi di innovazione.
L’approccio adottato appare orientato a una mappatura tempestiva delle dinamiche competitive, coerente con le priorità sia nazionali sia europee in materia di sovranità tecnologica. La consultazione pubblica associata all’indagine rappresenta uno strumento operativo per raccogliere input qualificati da parte di imprese, centri di ricerca e stakeholder istituzionali, contribuendo a definire un quadro analitico più solido in una fase in cui il settore è ancora in evoluzione e privo di assetti consolidati.
In particolare, la consultazione si concentra sui seguenti temi:
- Strutture dei mercati esistenti e future: distinzione/interrelazione tra hardware e software quantistici, servizi cloud e Quantum-as-a-Service, applicazioni verticali
- Dinamiche concorrenziali: leadership tecnologica e First-Mover Advantage, rischi di assorbimento del quantum computing come modulo complementare in grandi ecosistemi cloud già dominanti
- Strategie già osservabili di acquisizione e consolidamento, con particolare riferimento all’assorbimento di start-up e al ruolo di sviluppo sorretto da azioni di venture capital
- Profili di dipendenza strategica: accesso a hardware e servizi quantistici critici, lock-in tecnologico-commerciale e standard proprietari, effetti su sicurezza, resilienza e sovranità tecnologica

