Visa ha annunciato oggi il lancio di Visa Agentic Ready, un programma globale, ma con partenza dall’Europa e dal Regno Unito, pensato per preparare le banche emittenti a gestire transazioni avviate non da esseri umani, ma da agenti di intelligenza artificiale che agiscono per conto dei consumatori.

Il concetto è quello dell’agentic commerce: un modello in cui un agente AI cerca, confronta e acquista prodotti in autonomia, entro limiti predefiniti dall’utente, completando anche il pagamento. Un mercato che secondo Visa è pronto per l’adozione su larga scala nel 2026 e su cui si stanno posizionando tutti i principali attori dell’ecosistema dei pagamenti, da Mastercard a PayPal, da Google a J.P. Morgan, e anche i produttori di modelli di frontiera, come OpenAI.

Cosa prevede il programma

Nella fase iniziale, Agentic Ready si rivolge agli issuer – le banche e gli istituti che emettono carte Visa – offrendo loro un percorso strutturato per testare e validare transazioni avviate da agenti AI. I test avvengono in ambienti di produzione controllati, con un gruppo selezionato di esercenti, per verificare che i pagamenti funzionino in modo sicuro e scalabile.

L’obiettivo dichiarato è consentire ai partecipanti di sperimentare come le piattaforme di agentic commerce possano completare transazioni mantenendo i controlli di sicurezza, il consenso esplicito e la tracciabilità dell’autorizzazione.

Il programma si appoggia sull’infrastruttura di servizi già esistente nella rete Visa: tokenizzazione – la sostituzione dei dati sensibili della carta con un codice univoco – autenticazione biometrica, gestione del rischio e verifica dell’identità. L’idea è che ogni pagamento avviato da un agente AI resti collegato a una persona reale, con il suo consenso verificabile nei passaggi chiave.

Perché l’Europa come mercato di lancio

La scelta dell’Europa come terreno di test non è casuale. Visa la motiva con l’ampia diffusione in area europea della tokenizzazione, delle passkey e dei sistemi di autenticazione avanzata, tecnologie già consolidate nella rete e considerate prerequisiti per abilitare i pagamenti gestiti da agenti AI.

Mathieu Altwegg, Head of Product & Solutions di Visa Europe, ha dichiarato che “gli agenti AI hanno sempre più influenza sul modo in cui le persone acquistano” e che Agentic Ready serva a preparare gli emittenti europei a “pagamenti sicuri e scalabili effettuati dagli agenti”, basati su un’infrastruttura su cui i consumatori ripongono già fiducia.

Chi partecipa al test

La lista dei primi partecipanti comprende oltre venti istituti: tra gli altri, Alpha Bank, Banca Transilvania, Barclays, Commerzbank, DZ Bank, Erste Bank Oesterreich, HSBC UK, Nationwide Building Society, l’italiana Nexi Group, Piraeus Bank, Raiffeisen Bank International, Revolut, Banco Santander e Cornèrcard. Visa prevede l’ingresso di ulteriori partner con l’espansione del programma.

Banco Santander ha già eseguito un caso d’uso concreto, completando l’acquisto di un libro con una carta Visa Santander España attraverso un agente AI – una dimostrazione ancora semplice, ma pensata per validare il flusso di pagamento in un contesto reale.

Secondo Christian Segersven, Chief Business Officer, Issuing Solutions di Nexi Group, l’intelligenza artificiale ha il potenziale di trasformare l’ecosistema dei pagamenti, creando opportunità significative per offrire maggior valore ai clienti. Allo stesso tempo, la complessità crescente aumenta la pressione su banche e aziende e accelera la domanda di soluzioni di issuing avanzate e pronte per gli agenti”.  In questo senso, “la partnership con Visa rafforza la strategia di innovazione di e consolida la nostra leadership nello sviluppo del commercio digitale.”

Il contesto: una corsa a tre per i pagamenti agentici

Visa Agentic Ready si inserisce in un framework più ampio battezzato Visa Intelligent Commerce. Ma il programma va letto nel contesto di una competizione accelerata: Mastercard ha lanciato il proprio sistema Agent Pay con il protocollo Verifiable Intent, sviluppato in collaborazione con Google, che crea una prova crittografica dell’autorizzazione del consumatore. J.P. Morgan Payments si è alleata con Mirakl per integrare i pagamenti agentici nell’infrastruttura commerciale su scala globale. Google ha integrato nel browser Chrome il supporto nativo per i pagamenti agentici tramite l’Universal Commerce Protocol (UCP).

Il tema di fondo è la fiducia. Secondo una ricerca Accenture, l’87% dei responsabili tecnologici e dei pagamenti nelle istituzioni finanziarie considera la fiducia la barriera più significativa all’adozione dei pagamenti agentici. Programmi come Agentic Ready servono esattamente a questo: non a dimostrare che la tecnologia funzioni – Visa dichiara di aver già processato centinaia di transazioni avviate da AI – ma a costruire la fiducia necessaria perché banche, esercenti e consumatori la adottino su scala.

Resta da vedere se la strategia di Visa – partire dagli emittenti europei con test controllati – riuscirà a colmare il divario tra le dimostrazioni di laboratorio e un ecosistema di pagamenti agentici realmente operativo. Il 2026, secondo gli analisti di settore, sarà l’anno in cui la risposta inizierà a prendere forma.