Il vero collo di bottiglia nell’adozione dell’intelligenza artificiale in ambito enterprise risiede nella capacità delle organizzazioni di progettare, integrare e governare agenti AI all’interno dei propri processi. È su questo snodo che si colloca Frontier, la nuova piattaforma presentata da OpenAI pensata per creare, distribuire e gestire collaboratori digitali in grado di svolgere attività operative concrete su scala aziendale.

L’idea di fondo è superare l’uso episodico dei chatbot per approdare a un paradigma agentico strutturato. Un collaboratore AI, in questa visione, può attingere al CRM aziendale, verificare policy interne, aggiornare sistemi gestionali e coinvolgere un operatore umano solo in caso di eccezioni. Il valore non deriva dalla generazione di testo in sé, ma dall’orchestrazione di azioni coerenti lungo workflow complessi, con accesso controllato a dati e applicazioni core.

Frontier rappresenta l’infrastruttura tecnologica abilitante, configurandosi come un layer che consente di configurare agenti, definirne i permessi, monitorarne le performance e integrarli con sistemi legacy e cloud. Tuttavia, la piattaforma da sola non garantisce impatto. Per trasformare l’AI in produttività misurabile, occorrono infatti anche allineamento strategico, riprogettazione dei modelli operativi e un solido framework di change management.

OpenAI consulenti

Per colmare questo divario, OpenAI ha strutturato la Frontier Alliance, coinvolgendo partner con competenze complementari in strategia, trasformazione digitale e implementazione tecnologica. Tra questi figurano McKinsey & Company e Boston Consulting Group, chiamati a supportare i leadership team nella definizione delle priorità e nella ridefinizione dei modelli organizzativi.

McKinsey, attraverso la divisione QuantumBlack, combina competenze analitiche e conoscenza settoriale per integrare agenti AI nei processi a maggior valore. L’approccio si concentra sull’identificazione delle leve operative dove l’automazione intelligente può generare ritorni tangibili, evitando implementazioni frammentarie prive di coerenza strategica. L’inserimento di agenti nei flussi di lavoro implica la revisione di ruoli, responsabilità e metriche di performance.

Anche BCG, tramite la propria unità tecnologica BCG X, interviene sul disegno end-to-end delle trasformazioni. L’integrazione dell’AI richiede governance dei dati, ridefinizione degli incentivi e allineamento culturale, elementi senza i quali l’adozione resta superficiale e l’AI si limita a essere uno strumento accessorio. L’obiettivo è connettere la piattaforma Frontier con processi ridisegnati in modo coerente con la strategia aziendale, garantendo misurabilità dei risultati fin dalle prime fasi.

Accanto ai consulenti strategici operano integratori globali come Accenture e Capgemini, il cui ruolo è tradurre la visione in architetture operative sicure e scalabili. L’implementazione di agenti AI richiede modernizzazione delle infrastrutture dati, interoperabilità tra applicazioni e controlli rigorosi su sicurezza e compliance. In contesti regolamentati, l’adozione deve infatti rispettare standard stringenti di affidabilità e tracciabilità.

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Accenture ha già avviato programmi di formazione su larga scala, dotando migliaia di professionisti di strumenti basati su ChatGPT Enterprise e sviluppando competenze certificate sulle tecnologie OpenAI. L’esperienza maturata in progetti complessi consente di affrontare l’intero ciclo di vita, che parte dalla definizione della roadmap e dall’integrazione tecnica e arriva alla gestione del cambiamento e al supporto operativo continuativo.

Capgemini, dal canto suo, punta su competenze verticali di settore e su capacità avanzate in ambito cloud, applicazioni e modernizzazione dei dati. L’integrazione di Frontier richiede basi tecnologiche solide, visto che senza una data architecture coerente gli agenti rischiano di operare su informazioni incomplete o incoerenti, compromettendo qualità e affidabilità delle decisioni automatizzate.

Il programma Frontier è inizialmente riservato a un numero limitato di clienti, con estensione prevista nei prossimi mesi. L’approccio selettivo riflette la complessità del percorso, dal momento che implementare collaboratori AI su scala enterprise implica interventi trasversali che toccano tecnologia, processi e cultura organizzativa.