Dieci anni dopo la sua fondazione, Nextcloud continua a muoversi controcorrente rispetto alle grandi piattaforme cloud proprietarie. L’ultima versione, Hub 26 Winter, introduce infatti cambiamenti architetturali profondi e amplia in modo sostanziale le capacità collaborative della piattaforma Nextcloud, consolidando ulteriormente la sua posizione come riferimento per organizzazioni e privati che non vogliono rinunciare al controllo sui propri dati.

Il cambiamento più rilevante riguarda il cuore stesso del sistema. Nextcloud ha riscritto il proprio livello avanzato di accesso ai file introducendo ADA (Accelerated Direct Access), nuovo motore sviluppato in una combinazione di PHP, Go e Rust per ridurre latenza e carico nelle interazioni quotidiane.

Con ADA, le risorse necessarie per generare anteprime in Photos calano tra il 40 e il 90%, il recupero dei dati di condivisione in Talk accelera del 20%, mentre le trascrizioni AI locali diventano da cinque a otto volte più rapide. Su installazioni di grandi dimensioni, dove ogni millisecondo di latenza si moltiplica per migliaia di richieste simultanee, questi miglioramenti si traducono in un’esperienza utente concretamente diversa.

Sul fronte della federazione, che da sempre è uno dei punti di forza filosofici e tecnici di Nextcloud, Hub 26 Winter compie un passo significativo verso una collaborazione davvero decentralizzata. La metafora della posta elettronica usata dagli sviluppatori è calzante. Così come un utente Gmail può scrivere senza frizioni a un account aziendale su Exchange, gli utenti di istanze Nextcloud diverse possono ora collaborare su Deck (il sistema di gestione progetti a bacheche), condividendo card e liste con persone esterne al proprio server.

Stessa logica per i calendari federati, che permettono di seguire eventi condivisi tra team distribuiti su organizzazioni differenti, e per la nuova possibilità di creare gruppi di progetto eterogenei senza dover unificare i sistemi o generare account aggiuntivi. Ogni partecipante mantiene la propria identità Nextcloud e, soprattutto, la proprietà dei propri dati, un dettaglio tutt’altro che secondario in contesti aziendali soggetti a normative stringenti sulla privacy.

Meno visibile ma altrettanto concreta è l’evoluzione dell’applicazione di migrazione, ora installata per impostazione predefinita. Il supporto all’esportazione e importazione si estende a Mail, Contatti, Calendario, Tabelle e Deck, rendendo molto più agevole il passaggio da un’istanza all’altra o il recupero dell’intera storia digitale di un utente. In un ecosistema dove il lock-in è spesso lo strumento principale con cui i fornitori trattengono gli utenti, è un plus da non sottovalutare.

Hub 26 Winter tocca anche altre aree della piattaforma (Files, Office, Whiteboard, Talk, gli assistenti AI e i client mobile e desktop), ma è nella combinazione tra il nuovo motore ADA e l’espansione della federazione che risiede la vera identità di una piattaforma che cresce in profondità senza tradire i principi che ne hanno guidato lo sviluppo fin dall’inizio.