Reply e Unimi avviano una ricerca sui computer biologici, in cui neuroni umani vivi sono integrati al software

Reply ha annunciato l’avvio di una collaborazione con il Dipartimento di Fisiopatologia e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano, insieme al Centro Dino Ferrari dell’Università degli studi di Milano – Ospedale Policlinico, per una nuova iniziativa di ricerca e sperimentazione nel campo del biological computing, volta a esplorare approcci innovativi all’apprendimento e all’elaborazione delle informazioni attraverso l’integrazione di sistemi biologici e tecnologie digitali.
Al centro dell’iniziativa c’è il computer biologico CL1 sviluppato da Cortical Labs, azienda biotecnologica australiana la cui tecnologia, a differenza delle architetture di calcolo convenzionali basate sul silicio, sfrutta le capacità di elaborazione di neuroni umani viventi integrati con sistemi software. La piattaforma CL1 integra circa 800.000 neuroni che ricevono input, elaborano informazioni e producono output sotto forma di attività elettrica, consentendo un’interazione diretta tra software e intelligenza biologica.
Partendo da precedenti studi condotti da Cortical Labs, che hanno dimostrato come le colture neuronali siano in grado di apprendere il compito del gioco Pong in pochi minuti utilizzando un numero significativamente inferiore di esempi di addestramento rispetto ai sistemi IA convenzionali, il progetto di ricerca Reply-Università degli Studi di Milano si concentrerà sull’analisi delle dinamiche di apprendimento dei neuroni biologici, sul confronto dell’efficienza energetica rispetto alle architetture di calcolo tradizionali e sulla valutazione della robustezza, della riproducibilità e della stabilità nel lungo periodo dei sistemi di calcolo basati su neuroni.
“Questa collaborazione apre una nuova frontiera nello studio della computazione biologica” ha affermato la Prof.ssa Stefania Corti, Professore Ordinario di Neurologia presso l’Università degli Studi di Milano e direttrice delle Malattie Neuromuscolari e Rare del Policlinico di Milano. “L’integrazione di neuroni attivi con sistemi digitali offre opportunità senza precedenti per indagare i meccanismi di apprendimento e la plasticità neurale, con potenziali implicazioni sia per la ricerca neuroscientifica, sia per l’innovazione computazionale.”
“Lavorare con neuroni biologici in un contesto computazionale ci consente di esplorare questioni fondamentali su come le reti neurali elaborano e si adattano alle informazioni” ha aggiunto la Prof.ssa Linda Ottoboni, Ricercatrice presso il Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano. “Questo progetto interdisciplinare combina l’expertise neuroscientifica con tecnologie all’avanguardia per far progredire la nostra comprensione dell’intelligenza biologica.”
“Dal punto di vista biomeccanico e fisiologico, questo progetto ci permette di indagare l’efficienza energetica della computazione biologica rispetto ai sistemi artificiali” conclude il Prof. Alberto Minetti, Professore Ordinario di Fisiologia e Biomeccanica presso l’Università degli Studi di Milano. “Il potenziale per lo studio dei meccanismi adattativi nelle reti neurali viventi è notevole. I risultati di semplici esperimenti di equilibrio dinamico, ad esempio, potrebbero essere ottenuti da un numero decisamente inferiore di neuroni ‘biologici’.”

