La Commissione europea ha deciso di imprimere una decisa accelerazione alla propria azione di vigilanza nei confronti di X, avviando una nuova indagine formale nell’ambito del Digital Services Act e ampliando, allo stesso tempo, il perimetro del procedimento già aperto alla fine del 2023. Al centro dell’attenzione non c’è soltanto la piattaforma in quanto tale, ma anche l’uso sempre più pervasivo di Grok, il modello IA sviluppato internamente da xAI e progressivamente integrato nelle funzionalità del servizio offerto agli utenti europei.

Il punto chiave dell’inchiesta riguarda la capacità, o l’incapacità, di X di valutare in modo rigoroso e preventivo i rischi generati dall’introduzione di Grok. Secondo la Commissione, l’adozione di strumenti capaci di generare testi e immagini, oltre a fornire contesto automatico ai contenuti pubblicati, avrebbe esposto i cittadini dell’Unione a pericoli concreti e già manifesti.

Tra questi emergono con particolare gravità la diffusione di materiale illegale e la circolazione di immagini sessualmente esplicite manipolate, comprese quelle che possono configurare abusi su minori o violenze basate sul genere, con conseguenze potenzialmente devastanti sul benessere psicofisico delle persone coinvolte.

In questo quadro, Bruxelles intende verificare se X abbia rispettato gli obblighi cardine previsti dal DSA per le piattaforme di dimensioni sistemiche. Essere qualificata come VLOP (Very Large Online Platform) comporta infatti una responsabilità rafforzata nella gestione dei rischi, che non può limitarsi a reazioni ex post, ma richiede analisi strutturate, documentate e trasmesse alle autorità prima del rilascio di funzionalità in grado di incidere in modo significativo sull’ecosistema informativo. L’assenza o l’inadeguatezza di una valutazione ad hoc su Grok rappresenterebbe, in quest’ottica, una violazione sostanziale delle norme europee.

Parallelamente, la Commissione ha deciso di estendere l’indagine già in corso sui sistemi di raccomandazione di X, includendo l’impatto del passaggio a un modello basato su Grok. Gli algoritmi che determinano la visibilità dei contenuti non sono considerati elementi neutri, ma leve potenti che possono amplificare disinformazione, contenuti dannosi e dinamiche di polarizzazione. La verifica mira quindi a stabilire se tali sistemi siano stati progettati e gestiti tenendo conto dei rischi sistemici definiti dal DSA.

X DsA whatsapp

Crediti: Shutterstock

Dal punto di vista procedurale, l’azione europea si fonda su una cooperazione stretta con Coimisiún na Meán, l’autorità irlandese competente per i servizi digitali, dato che l’Irlanda è il Paese di stabilimento di X nell’Unione. Questa collaborazione rafforza il coordinamento tra livello nazionale e sovranazionale, un aspetto centrale dell’architettura di enforcement del DSA.

L’apertura formale del procedimento consente alla Commissione di raccogliere ulteriori prove, richiedere informazioni dettagliate, condurre ispezioni e, se necessario, imporre misure provvisorie in assenza di adeguamenti sostanziali del servizio. In caso di accertata inadempienza, le conseguenze giuridiche sarebbero rilevanti, considerando che X è già stata sanzionata nel 2025 con una multa significativa per pratiche considerate incompatibili con gli obblighi di trasparenza, correttezza del design e accesso ai dati per i ricercatori.

X fa arrabbiare mezzo mondo

Non c’è però solo l’Europa in prima linea contro X e Grok. In Asia, l’India ha aperto il confronto con una notifica formale che impone la rimozione immediata dei contenuti contestati e una relazione dettagliata sulle contromisure adottate in tempi strettissimi. Il Giappone ha adottato un approccio più esplorativo, dichiarando la disponibilità a valutare ogni opzione utile a prevenire la produzione di immagini inappropriate, mentre l’Indonesia ha scelto la linea dura bloccando l’accesso a Grok per tutelare donne e minori, richiamandosi a una normativa antipornografia particolarmente severa.

Negli USA, il tema ha assunto una dimensione istituzionale di alto profilo. In California, governatore e procuratore generale hanno chiesto chiarimenti formali a xAI, mentre in Canada l’autorità per la privacy ha ampliato un’indagine già in corso sui deepfake sessuali non consensuali. Sempre oltreoceano, il Brasile è intervenuto, concedendo un termine preciso per arginare la circolazione di contenuti falsi a sfondo sessuale.

meta posizione dominante

L’Australia ha avviato verifiche approfondite su immagini di “spogliazione digitale”, inquadrandole nel regime dell’abuso basato sulle immagini. Di fronte a questa pressione internazionale, xAI ha reagito limitando le funzioni di editing visivo, introducendo blocchi geografici selettivi e riservando le capacità più avanzate di Grok agli utenti paganti, nel tentativo di contenere i rischi senza rinunciare al prodotto.

C’è anche WhatsApp tra i VLOP

Parallelamente all’azione nei confronti di X, la Commissione Europea ha formalmente designato WhatsApp come VLOP ai sensi del DSA, rendendola quindi più responsabile nella lotta contro i contenuti illegali e dannosi. La decisione si riferisce più precisamente ai canali di WhatsApp, che hanno registrato una media di 51,7 milioni di utenti attivi al mese nell’UE nei primi sei mesi del 2025, superando così la soglia di 45 milioni di utenti prevista dal DSA.

Come già scritto per X, il DSA richiede a queste grandi piattaforme di impegnarsi maggiormente nella lotta contro i contenuti illegali e dannosi, il che può diventare costoso per le piattaforme dato il volume di dati da scansionare e solleva questioni relative alla privacy. Facebook, Instagram, YouTube, TikTok, Temu e LinkedIn sono alcune delle piattaforme online di grandi dimensioni ai sensi del DSA soggette a questo requisito.

“A seguito della designazione, Meta, il fornitore di WhatsApp, ha quattro mesi, ovvero fino a metà maggio 2026, per garantire che WhatsApp sia conforme agli obblighi aggiuntivi del DSA”, si legge nella nota ufficiale della Commissione. Un portavoce di WhatsApp ha affermato: “rimaniamo impegnati a sviluppare le nostre misure di sicurezza e integrità nella regione, garantendo che siano in linea con le aspettative normative pertinenti e con la nostra responsabilità continua nei confronti degli utenti”.

(Immagine in apertura: Shutterstock)