Gli investimenti cloud entrano o no nell’Iperammortamento 4.0? Anitec-Assinform chiede al Governo di fare chiarezza

In un contesto in cui il cloud si conferma uno dei principali driver della crescita del mercato digitale italiano, Anitec-Assinform ha richiamato l’attenzione del Governo sulla necessità di un chiarimento esplicito sull’agevolabilità delle soluzioni software in cloud nell’ambito del nuovo iperammortamento 4.0.
Con la Legge di Bilancio 2026, l’iperammortamento 4.0 è stato reintrodotto per incentivare la trasformazione digitale, includendo nuovamente i beni immateriali come il cloud computing tra gli investimenti agevolabili. La misura permette alle imprese di maggiorare il costo fiscale di acquisizione dei software e delle soluzioni as-a-service, riducendo sensibilmente la base imponibile IRES/IRPEF tramite quote di ammortamento potenziate.
Per gli investimenti in cloud, l’agevolazione copre tipicamente i canoni di accesso alle piattaforme, a patto che siano funzionali a processi di interconnessione e monitoraggio 4.0. L’intervento di Anitec-Assinform si spiega con il fatto che nell’ultima bozza del decreto attuativo del nuovo iperammortamento 4.0 non si ribadisce l’applicabilità dell’incentivo alle soluzioni tecnologiche erogate in modalità as-a-service, ossia attraverso canoni di abbonamento e quindi non soggetti ad ammortamento tradizionale.
La grande importanza dell’adozione del cloud è testimoniata dalla forte crescita del comparto (+16,7% nel 2024, per un totale di 8,13 miliardi di euro). I sistemi as-a-service, erogati tramite cloud, rappresentano oggi la modalità prevalente (l’80% del mercato) con cui le imprese adottano software e servizi digitali. L’as-a-service comporta infatti una riduzione degli investimenti iniziali, che alle piccole e medie imprese risultano spesso proibitivi, e al tempo stesso permette di accedere immediatamente alle tecnologie più avanzate con gli aggiornamenti automatici.
Senza un chiarimento legislativo esplicito, si renderebbero vani gli sforzi del Governo e del Parlamento per l’aggiornamento degli incentivi 4.0, perché la modalità di erogazione per i software prevalente sul mercato non risulterebbe agevolabile dallo strumento. Va però sottolineato che una soluzione normativa era già stata individuata in passato. La Legge di Bilancio 2019 aveva infatti chiarito l’agevolabilità dei costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso a soluzioni di cloud computing nell’ambito dell’iperammortamento.
Ribadire l’applicazione dello stesso principio anche nel prossimo decreto attuativo per il nuovo iperammortamento 4.0 consentirebbe di garantire continuità normativa e certezza agli investimenti, senza introdurre nuovi oneri o modifiche sostanziali all’impianto della misura.
“Il cloud non è più una tecnologia emergente, ma una modalità ormai consolidata di adozione delle soluzioni digitali” ha dichiarato Massimo Dal Checco, Presidente di Anitec-Assinform. “Se nell’iperammortamento non si chiarisce l’agevolabilità delle soluzioni as-a-service, il rischio è che uno strumento pensato per sostenere la trasformazione digitale finisca per non produrre effetti concreti, perché non allineato alle modalità con cui oggi le imprese investono in tecnologia”.
“È fondamentale garantire coerenza e certezza normativa. Ribadire il principio già adottato in passato con la Legge di Bilancio 2019 permetterebbe alle imprese di pianificare con maggiore sicurezza i propri investimenti digitali e di utilizzare pienamente uno strumento pensato per accompagnare l’innovazione del sistema produttivo”, conclude Dal Checco.

