VMware guida la carica per il ritorno all’on-prem, anche per la Private AI

Quando Broadcom ha aperto nelle scorse ore la conferenza VMware Explore 2025 a Las Vegas, il messaggio è risultato chiaro che la strategia dell’azienda non è quella di inseguire i colossi del cloud pubblico, ma di offrire un’alternativa superiore per sicurezza, governance e gestione dei costi. Sul palco, l’amministratore delegato Hock Tan ha infatti ribadito che la risposta alle sfide IT non è abbandonare i data center aziendali, ma rafforzarli attraverso VMware Cloud Foundation (VCF), la suite che promette un cloud privato potente e sostenibile.
Secondo Tan molte imprese sono ancora intrappolate in infrastrutture legacy e hanno paura di innovare. Il passaggio al cloud pubblico, che dieci o quindici anni fa sembrava inevitabile, oggi non è più la strada obbligata. Secondo Broadcom, il futuro risiede in un modello ibrido in cui il cloud privato torna ad assumere un ruolo centrale, grazie a strumenti capaci di unire flessibilità e controllo dei costi.
Dalla virtualizzazione all’IA privata: una continuità di rottura
A chi critica la visione di Broadcom come troppo conservatrice, Paul Turner, vicepresidente per VCF, ha risposto ricordando la storia di VMware. Quando l’azienda introdusse la virtualizzazione dei server, molti la giudicarono un’idea folle; eppure, quella tecnologia ha trasformato il mondo IT e lo stesso accadde con i data center software-defined. Oggi, sostiene Turner, il percorso si ripete: l’integrazione dell’IA direttamente nel cloud privato sembrerà inizialmente insolita, ma dimostrerà presto il suo valore.
Per dare sostanza a questa narrazione, Broadcom ha annunciato che Private AI Services diventerà parte integrante di VCF senza costi aggiuntivi. In precedenza, era un’opzione a pagamento, mentre ora sarà incluso di default. Il pacchetto comprende strumenti come un model mart, un agent builder e blueprint pronti per la creazione di applicazioni IA. L’obiettivo è duplice: permettere alle imprese di sperimentare senza rischiare fatture imprevedibili e proteggere i dati aziendali da utilizzi esterni, come l’addestramento dei modelli delle big tech del cloud.
Il debutto di VCF con AI integrata è previsto per il primo trimestre fiscale 2026 (tra novembre 2025 e gennaio 2026).
Collaborazioni strategiche e innovazioni tecniche
Broadcom ha anche annunciato una collaborazione più stretta con Canonical, la società dietro Ubuntu. All’interno di VCF sarà quindi incluso Linux con driver GPU precompilati, una soluzione pensata per contesti sensibili come gli ambienti “air-gapped”, dove le macchine non possono connettersi a internet. Inoltre, VMware darà spazio ai container chiseled di Ubuntu, che grazie alla loro leggerezza e al ridotto “attack surface” promettono maggiore efficienza e sicurezza.
Un altro tassello importante è l’arrivo della suite Advanced Cyber Compliance, che permette di monitorare in tempo reale lo stato delle macchine virtuali e ripristinarle a configurazioni sicure in caso di anomalie. Il sistema include anche la possibilità di isolare intere reti di VM con un solo comando, una funzione cruciale non solo per difendersi da ransomware, ma anche per gestire rischi meno drammatici come blackout o guasti hardware.
Per l’ecosistema IA, VMware ha introdotto strumenti di Zero Trust lateral security applicati agli agenti intelligenti, in modo da garantire autenticazioni continue e minimizzare il rischio di accessi impropri durante la comunicazione fra sistemi. Tra le altre novità spiccano il supporto nativo S3 per lo storage virtuale VSAN e l’integrazione del service mesh Istio all’interno della distribuzione Kubernetes di VCF.
Lakehouse multimodale con costi e prestazioni prevedibili
Un altro annuncio importante è stato quello relativo a Tanzu Data Intelligence, una piattaforma di data lakehouse di nuova generazione progettata per trasformare i dati aziendali in un vero vantaggio strategico. La soluzione integra in un unico ambiente funzioni di acquisizione, elaborazione, interrogazione e abilitazione AI/ML, rispondendo alle esigenze delle organizzazioni più complesse e regolamentate.
Al centro della piattaforma vi è un’architettura lakehouse di livello enterprise costruita per gestire carichi di lavoro diversificati e su larga scala, garantendo al contempo prestazioni, flessibilità e piena governance. Tanzu Data Intelligence consente un accesso unificato a dati di qualsiasi tipo (strutturati, non strutturati, nativi o federati) con capacità di scalare dai terabyte ai petabyte, mantenendo una latenza di millisecondi e una massiccia concorrenza tra utenti, dati e API.
Un aspetto chiave è la tracciabilità completa del dato, che assicura sovranità, trasparenza e osservabilità. La piattaforma supporta inoltre numerosi casi d’uso tra applicazioni transazionali, processi agentici e intelligenti, supporto decisionale, training e ottimizzazione di modelli AI, fino alle attività di data science avanzata. Grazie alla ricerca vettoriale nativa, combina query SQL tradizionali con ricerche semantiche sui dati vettorializzati, semplificando l’analisi in contesti di IA generativa.
Attorno al nucleo lakehouse si sviluppano componenti specializzati che coprono l’intero ciclo di vita dei dati. Le pipeline batch e streaming consentono ingestione e orchestrazione fluida da più fonti, mentre i servizi di query federati garantiscono accesso unificato senza duplicare i dati. I servizi di elaborazione containerizzati, integrati con la piattaforma Tanzu, permettono di scalare elasticamente i carichi di lavoro di AI e analisi, mentre i servizi dati in tempo reale assicurano accesso a bassa latenza per applicazioni operative e decisionali. Infine, il supporto nativo ad analisi avanzate, modelli predittivi e workflow agentici velocizza lo sviluppo di applicazioni basate su GenAI.
Innovazione o resistenza al cambiamento?
Alcuni osservatori accusano Broadcom di voler privilegiare la redditività rispetto all’innovazione, rallentando il ritmo degli aggiornamenti di VCF. Ma sul palco di Las Vegas l’azienda ha cercato di smontare queste critiche, sottolineando che le novità introdotte rappresentano un’evoluzione costante, seppur meno spettacolare rispetto a un major release come la versione 9.0 lanciata a giugno.
Il messaggio chiave è che VCF dà il meglio di sé quando viene implementato nella sua interezza. A dimostrarlo ci sono nomi come Barclays e Walmart, due colossi che hanno deciso di puntare completamente sul cloud privato targato VMware.
Più interessante, però, è la testimonianza di realtà più piccole. Grinnell Mutual, un’assicurazione statunitense con un team IT di appena 17 persone, ha raccontato di aver adottato VCF 9 ottenendo risparmi significativi, con oltre un milione di dollari l’anno sui costi di storage, maggiore produttività degli sviluppatori e un nuovo potere negoziale con i fornitori. La sua esperienza dimostra che Broadcom non si rivolge soltanto alle grandi multinazionali, ma intende rendere VCF appetibile anche per organizzazioni di medie dimensioni.
(Immagine in apertura: Shutterstock)